L’attività di ricerca è finalizzata a superare l’approccio tradizionalmente seguito nell’estrazione dei reticoli idrografici da modelli digitali del terreno. In particolare, considerata l’espansione longitudinale e laterale dei reticoli dovute alle fluttuazioni stagionali delle portate, l’assunzione classica che schematizza le reti fluviali come uno scheletro costituito da linee prive di larghezza, fisse nel tempo, può risultare limitante. L’innovazione introdotta dai prodotti scientifici di questa linea di ricerca è rappresentata dal concetto di reticolo idrografico bidimensionale, la cui evoluzione nel tempo è determinata da eventi meteorici di riferimento.
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Le tecniche di generazione delle reti bidimensionali, e più generale il nuovo approccio dell’analisi del paesaggio fluviale, consentono di individuare differenti caratteristiche geomorfologiche e idrografiche all’interno del bacino, aprendo nuove prospettive per le analisi eco-idrologiche e idrauliche.
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La solidità fisica dell’interpretazione bidimensionale dei reticoli è fornita dagli spettri multifrattali che descrivono le proprietà geometriche delle reti fluviali così generate.
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L’approccio presentato è stato in grado di fornire con grande accuratezza la localizzazione delle teste di canale osservate.
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Le leggi di scala precedentemente dedotte con riferimento a valori soglia sulle altezze di scorrimento superficiale possono essere più efficacemente da omologhe riferite alle portate unitarie che defluiscono nel reticolo per un assegnato evento meteorico.
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Ciò consente di fornire ulteriori interpretazioni fisiche alle leggi scala idrodinamiche, in termini di capacità di espansione del reticolo in funzione della variabilità idrodinamica all’interno del reticolo stesso.
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Le leggi di scala bimodali precedentemente introdotte possono essere generalizzate e interpretate secondo un quadro di gerarchizzazione idrodinamica.
Il dominio che caratterizza l’area di interesse del reticolo idrografico, variabile nel tempo in base al regime delle portate, non solo può essere scomposto da quello di versante ma ulteriormente suddiviso in sotto domini, ognuno dei quali associati a specifiche caratteristiche geomorfologiche, identificati dai cosiddetti IPD (inundation pattern domains). La composizione progressiva di IPDs fornisce l’intera struttura dei percorsi di corrente in alveo (channel flow), nelle aree golenali e sui versanti.
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L’eterogeneità degli IPD può essere anche utilizzata per introdurre un indice sintetico rappresentativo della suscettibilità di una rete di canali ad espandersi o contrarsi in funzione del regime delle portate. Tale indice, ottenuto come media pesata di indici definiti a scala di tratto, in cui si stima la variabilità degli IPD, si è rivelato essere fortemente correlato all’esponente beta della legge di potenza tra area del reticolo idrografico e runoff alla sezione di chiusura.
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Altri istituti coinvolti nella ricerca:
- U.S. Geological Survey, Center of Excellence for Geospatial Information Science, Rolla, MO, United States